Robinieto misto e puro

Robinieto misto

Sono state raggruppate in questa tipologia una varietà di situazioni diverse, che coprono circa il 5% della superficie del piano, differisce sensibilmente dalla descrizione della scheda regionale. Derivano spesso da vecchie coltivazioni, ora abbandonate, e sono presenti le specie dei tipi forestali circostanti. In tutti i casi sono stati operati interveti di diradamento onde favorire l’invecchiamento della specie, cosicchè la struttura è ora quella di un ceduo composto con 2-3 piani di vegetazione; ad un piano dominante formato da vecchie matricine e da altre specie (Farnia, Carpino bianco, Ontano nero, qualche Pioppo) si accompagna un piano dominato di ricacci di Robinia, generalmente poco vigorosi, ma spesso è presente una densa rinnovazione di Olmo campestre che sembra contrastare efficacemente l’esotica. Generalmente abbondanti le specie arbustive, ma in modo non uniforme.

Quasi sempre gli interventi degli ultimi vent’anni hanno operato nel contrasto della Robinia, e se da un lato il taglio è stato efficace nel deprimerne il vigore, dall’altro i rinfoltimenti con rinnovazione artificiale hanno dato esiti incerti. Positivi i rimboschimenti di vecchi pioppeti nei primi anni ’90 (partt. 4, 8 e 13 BT), negativi i rinfoltimenti in boschi misti (partt. 9, 20, 22 BT), in quest’ultimo caso sarebbe da valutare con accuratezza l’influenza dei selvatici (specialmente del Capriolo) nell’insuccesso del lavoro. Limitata la diffusione del Prugnolo tardivo nel robinieto, presente in pratica solo nella stazione di Molino Ronchetto: nuclei presenti nella part. 10 BT (presso un robinieto puro) sono stati controllati con interventi di diserbo.
In assenza di campionamenti specifici, si ipotizza un’area basimetrica inferiore ai 15 m2/ha, con provvigioni modeste (sotto i 100 m3/ha).

Robinieto puro

Molto poco diffuso (circa l’ 1,5% delle superfici del piano), occupa piccoli nuclei generalmente prossimi ad edifici o sotto la linea elettrica. La classica struttura a ceduo è stata modificata dagli interventi di controllo della Robinia susseguitisi dal 1997 in poi, cosicché la struttura del bosco è simile a quella del robinieto misto già descritto. Dati e considerazioni sono simili, ed anche dal punto di vista selvicolturale i due tipi verranno trattati, vista la modesta estensione del bosco puro, allo stesso modo. Tra i robinieti puri, è interessante la pressoché totale sostituzione della specie da parte dell’Olmo nella part. 10 MM, il diverso comportamento della specie nell’invasione di vecchi pioppeti (incontrastata in assenza di interventi serlvicolturali nella part. 13 PT, molto limitata con rimboschimenti ed evoluzione naturale sempre nella part. 13 BT e nella part. 8 BT, intermedia nella part. 4 BT). Si pone il problema, tuttavia, dell’invecchiamento delle riserve rilasciate nei tagli di controllo del ceduo, che mostrano forti sintomi di senescenza e stanno perdendo la loro efficacia di ombreggiamento. Gli interventi dovranno considerare attentamente la possibilità di sgombero, in relazione alla presenza ed al vigore delle specie autoctone insediatesi. Nella part. 2 MR occupa la striscia prospiciente il Naviglio grande, e si trova mescolato al Prugnolo tardivo.