Querceto di Farnia dei greti ciottolosi

Questo tipo è ben rappresentato nella porzione nord del piano (ex Menghini-Manusardi), con una superficie totale pari a circa il 6% dei boschi assestati. Più che una gestione selvicolturale diversa della proprietà la zonizzazione del tipo è da ascriversi ad una differente morfologia del terreno: si tratta di un grande dosso ghiaioso, tendente all’arido, dove al querceto rado si accompagna ora una vigorosa vegetazione di Orniello, presente sia come popolamento adulto che come a volte molto densa rinnovazione. E’ certamente un antico greto, ma nel periodo storico indagato (dalle carte IGM del 1884, e ricerche storiografiche sino a fine XVIII sec.) assolutamente al di fuori dalle dinamiche fluviali, dunque la definizione “dei greti” è impropria dal punto di vista lessicale. Una piccola area, con situazione simile, è presente nella proprietà Bosco Ticino.
Si tratta sempre di una fustaia, dove l’Orniello in parte ha forma di ceduo in evoluzione ed in parte deriva da seme. La Farnia, generalmente non densa, ha crescita stentata e forma contorta, con altezze che raggiungono i 15-16 m, ed incrementi modesti. La struttura, però, è ugualmente complessa: ad un piano superiore di Quercia si accompagna un piano inferiore di Orniello, molto denso, ed uno strato arbustivo a volte intricato ed impenetrabile di specie più xerofile: il Biancospino, il Ligustro, il Prugnolo spinoso e lo Spincervino. Rara la formazione a “bosco parco” citata dal PSB, che sembra essere stata cancellata dall’evoluzione dell’Orniello.
I parametri dendrometrici (4 aree circolari e 16 relascopiche), pur con un campione piuttosto esiguo, sono coerenti: l’area basimetrica è di 20 m2/ha, la provvigione di circa 160 m3/ha. La Farnia rappresenta circa il 70% del volume, l’Orniello il 20%. Poco rappresentate le altre specie: sono sporadici Robinia, Carpino e Pioppo, mentre abbonda nello strato arbustivo il Biancospino. Si tratta di un bosco, dunque, discretamente dotato di provvigione, ed anche se il significato produttivo è modesto per la lentissima crescita delle specie dominanti, costituisce pur sempre una grande riserva di biomassa.
Rispetto alla descrizione della tipologia regionale, appare molto meno presente la Robinia (circa il 5% in volume), e molto abbondante l’Orniello, ed anche in termini di massa il tipo appare più strutturato e ricco. Molto forte il valore naturalistico, di aree poco produttive ma proprio per questo motivo interessate da una duratura evoluzione naturale, in direzioni non ancora conosciute ma sicuramente positive.
Costanti i problemi di rinnovazione della Farnia, intensissima quella dell’Orniello, presente in tutti gli stadi di sviluppo, dai semenzali alla spessina.