Alneto di Ontano nero tipico

Poco diffuso nelle superfici del piano (circa il 3%), forma aree significative solo nella stazione di Molino Ronchetto e tra le partt. 20 e 22 BT. L’Ontano è presente a livello sporadico nei querceti, sempre con soggetti vecchi e spesso deperienti, popolamenti più o meno puri crescono in aree permanentemente umide. Data la distribuzione irregolare e sporadica, l’ontaneto non è stato campionato, ma si ipotizza un’area basimetrica di circa 20 m2/ha ed una provvigione compresa fra i 150 ed i 200 m3/ha, inferiore al limite di 400 m3/ha indicato dalla scheda regionale. Spesso (partt. 22 e parte della 20 BT) ha occupato aree coltivate in passato, e si trova in parte mescolato alla Robinia e/o al Prugnolo tardivo (part. 1-2 MR).

La struttura è quasi sempre quella del ceduo in evoluzione: oramai molto invecchiato, presenta sintomi di senescenza con piante secche, schianti e deperimento generale. Il bosco di Ontano è a tratti puro, monoplano, con sottobosco a volte rado a volte intricato e costituito da fitti roveti (MR), a tratti mecolato con le specie dei tipi circostanti, con una struttura più stratificata e complessa. Nei casi di vicinanza con boschi di esotiche è stato mantenuto per contrastarne l’avanzata, in suoli permanentemente umidi, tuttavia, il taglio dovrà ringiovanire i popolamenti onde garantirne al perpetuazione quale habitat prioritario nella rete Natura 2000.