Prugnolo Tardivo

Questo albero originario dell’Est del continente nordamericano è stato introdotto in Europa nel 1629 come pianta ornamentale o pianta utile per il suo legno prezioso. Può formare popolamenti densi a scapito della vegetazione indigena.
Si tratta di un arbusto o albero a foglie caduche, alto fino a 10 m.

Le foglie sono coriacee, con denti diretti in avanti; la pagina superiore è lucida. I fiori sono bianchi, brevemente peduncolati (3-6 mm) e riuniti in grappoli di 10-15 cm. Il frutto, del diametro di 8-10 mm, è rosso scuro o nero.
Il Prugnolo tardivo può essere confuso con il Pado (Prunus padus), che ha però foglie non coriacee e opache e fiori con peduncoli più lunghi (10-15 mm).
Il Prugnolo tardivo predilige i margini forestali, le radure e le foreste poco dense, su suoli sabbiosi e magri.

Il Prugnolo tardivo è originario dell’America settentrionale dove frequenta diversi ambienti sia sotto forma di cespuglio o come albero dominate. In Europa è stato introdotto come pianta ornamentale o utile ma negli ultimi 40 anni è diventato una delle specie invedenti più importanti dei margini forestali e nelle foreste, soprattutto in Germania e in Olanda. Si installa anche fuori dalle foreste, comportandosi come una specie pioniere. In Lombardia è localmente naturalizzato tra Milano; Varese e Como, specialmente nelle foreste della Valle del Ticino, in particolare nella zona centrale (pianura del varesotto, pianura milanese fino al Nord di Abbiategrasso).

Pericoli:

Natura: il Prugnolo tardivo si diffonde efficacemente nello strato inferiore di alcuni tipi di foresta e minaccia la vegetazione indigena: impedisce alla luce di raggiungere il suolo e ostacola il ringiovanimento naturale. Può anche introdursi nelle formazioni aperte (per esempio nei prati magri) e accelerare il cespugliamento.

Prevenzione e lotta:

Non piantare e non disseminare questa specie. Eliminare dai giardini. Bruciare le piante e le radici o consegnarle ai servizi di incenerimento dei rifiuti; non depositare in giardino, non gettare nel compost e non consegnare ai servizi di raccolta dei rifiuti verdi. La lotta è difficile dato che la specie ha un grande potere di rigenerazione. La lotta chimica può rappresentare una buona opzione, ma richiede un’autorizzazione e deve essere affidata a professionisti. Le zone trattate devono essere controllate per parecchi anni.