Azienda Molino Ronchetto

L’azienda è così caratterizzata:

  • 3, 603 ha sono occupati da un impianto di arboricoltura da legno, diviso in due lotti di 3,105 e 0,498 ha;
  • 3,326 ha sono occupati da una formazione igrofila a prevalenza di Ontano nero, governata a ceduo semplice.
  • 3,783 ha sono occupati da un bosco misto a prevalenza di esotiche (Prugnolo tardivo e Robinia), con matricinatura di Farnia, e Pioppo ibrido piantato prevalentemente lungo le strade. Il governo è a ceduo.
  • 0,331 ha sono occupati da formazioni miste, a prevalenza di Robinia e Prugnolo tardivo, con Farnia, talvolta Ontano nero, che crescono lungo il canale ad ovest della proprietà, parallelamente al Naviglio grande,
  • 0,15 ha sono occupati da formazioni igrofile miste, rade;
  • 1,50 ha, infine, sono occupati dal fabbricato e relative pertinenze, da strade e corsi d’acqua interni.

Il bosco di Farnia si presenta in condizioni critiche. Numerose Querce sono scomparse od in stato di grave sofferenza, l’unica rinnovazione emergente è quella del Prugnolo tardivo.

In poche parole, si prevede che nel volgere di pochi anni, il bosco si trasformerà in un ceduo di esotiche.
Migliore la situazione dell’Ontaneto, in cui le condizioni edafiche scoraggiano l’avanzata delle esotiche. La mancanza di cure colturali, tuttavia, rende sempre meno stabile il ceduo.
Il sito di Abbiategrasso è conferito in gestione al Consorzio forestale dalla proprietà – azienda Bosco Ticino- e fa parte di una grande azienda forestale ubicata interamente nella valle del Ticino, tra i Comuni di Abbiategrasso, Vigevano e Cassolnovo.
Si tratta della più vasta azienda forestale di pianura del Parco del Ticino – in Provincia di Milano- e riveste un’eccezionale importanza dal punto di vista ecosistemico e selvicolturale.

Dal punto di vista vincolistico e pianificatorio, l’area è sottoposta a:

  • PTC del Parco regionale lombardo della Valle del Ticino (DGR 5983/2001);
  • PTC del Parco naturale della Valle del Ticino (DCR 919/2003);
  • rete Natura 2000 – basso corso e sponde del Ticino- IT2080002;
  • Piano di settore boschi del Parco del Ticino (DCR 1929/1990);
  • PAF azienda Bosco Ticino 1996/2005 /scaduto).

L’azienda “Bosco Ticino” possiede un proprio piano di assestamento (scaduto nel 2005). Le particelle oggetto del presente intervento sono descritte di seguito.

La descrizione è quella del piano, aggiornata poi con i tagli effettuati e con una descrizione recente (novembre 2009).

Part. 10  – inquadramento catastale: f°48, part. 48 di Abbiategrasso. E’ costituita in prevalenza da un ontaneto, per lo più da ceppaia, ma con presenza anceh di individui di grande diametro, presso i canali di confine. Le querce sono più frequenti nelle szone meno umide, m,etre verso Nord, sul bordo dei campi, prevalgono le Robinie frammiste al Carpino.

La superficie totale della particella è di 10,5 ha, di cui 9,141 a bosco produttivo.
La provvigione era di 273 m3/ha, o di 2.727 totali, con prevalenza dell’Ontano (1565 m3), indi della Robinia (495), della Farnia (414), del Pioppo (145) ed infine del Carpino (53).
Il 28 luglio 1998 una tromba d’aria interessò la particella, causando numerosissimi schianti e stroncature: in seguito al’evento, furono utilizzati circa 190 m3, di cui 67 di Robinia, 41,4 di Ontano nero, 34 di Farnia, 20 di Carpino bianco, 26,5 di Pioppo ibrido e 2,5 di Pado e Prugnolo tardivo.
L’intervento riguarda una porzione della particella, di 1,76 ha, compreso fra la part. 11 (ad Ovest) ed il canale don Antonio, limitato a Sud Est da altro intervento in corso (finanziato su LR 31/2008 – servizi ambientali).

Part. 11 – inquadramento catastale: f°48, part. 47 di Abbiategrasso – E’ costituita da un bosco a prevalenza di Farnia, con individui di medie e grosse dimensioni distribuite in modo piuttosto uniforme. Lungo la strada e presso la ferrovia è diffusa la Robinia, anche con grossi individui: in queste aree è stata rilevata la presenza di Prugnolo tardivo.
La superficie totale della particella è di 13,48 ha, interamente a bosco.
La provvigione era di 253 m3/ha, o di 3.408 totali, con prevalenza della Farnia (1960 m3), indi dell’Ontano nero (574), del Pioppo (204) ed infine del Carpino (150). La Robinia, all’epoca dei rilievi (1995) assommava a 314 m3. Furono anche rilevati 186 m3 di Pioppo tremolo.

Nel 1998, anno della tromba d’aria del luglio, che colpì la particella, furono utilizzati ben 620 m3, di cui 314 di Robinia e 177 di Quercia, 59 di Ontano nero, 33 di Pioppo ibrido. 14 di Carpino bianco e 16 di Pioppo tremolo.
1 gli interventi previsti

Come premesso, gli interventi hanno carattere sperimentale: dopo anni di lotta alle infestanti esotiche, e segnatamente al Prugnolo tardivo, nel Parco del Ticino, si ritiene opportuno condurre una rigorosa sperimentazione mettendo a confronto due sistemi:
il tradizionale, e sinora non molto efficace a medio – lungo termine, controllo meccanico, consistente nel solo taglio del Prugnolo e nei successivi rinfoltimenti;il meno utilizzato, ma decisamente più efficace, controllo chimico dei ricacci e della rinnovazione, misurando, però, con sistema biologico e relativamente nuovo, l’impatto ambientale del prodotto.